Questa comunicazione non è un pesce di aprile e considerando la delicatezza dell’argomento lo riterremmo anche uno scherzo di cattivo gusto, nell’eventualità. Con la presente siamo a comunicare che della sperata ripresa per le attività sportive non c’è ancora certezza; per lo meno in tempi brevi. Ci è stato solo comunicato, poche ore fa, che verrà presa una decisione dall’Unione Reno Galliera e quindi per il Comune di San Giorgio, solamente il 07 aprile 2021.

A questo punto informiamo le famiglie che per quanto riguarda le nostre richieste non vi è più alcuna urgenza del test rapido.

Purtroppo dobbiamo anche segnalare che non siamo nelle condizioni di informare tempestivamente le famiglie affinché possano programmare per tempo i test rapido. I tempi di prenotazione nelle farmacie, che hanno un carico importante al quale dover fare fronte normalmente, non permetteranno di riprendere nell’immediatezza della comunicazione ricevuta di riapertura e considerando tutto potrebbero anche passare alcune settimane.

RICORDIAMO che condizione per poter svolgere attività (quando ci verrà permesso) sarà un test rapido Covid-19 negativo, eseguito massimo tre giorni prima del primo allenamento e la ripetizione del test ogni 15 giorni.

In tutti questi mesi ci siamo prodigati affinché nessun ragazzo perdesse neppure un giorno di allenamento/attività ma ora non sappiamo più cosa fare per impedirlo vista la presa di posizione delle istituzioni locali che impediscono lo svolgimento dello sport in palestra e all’aperto, nonostante decreti nazionali e protocolli Federali (riconosciuti dal CONI) che lo consentirebbero.

Ci dispiace constatare che salvo insistenti nostre richieste di informazioni, purtroppo non ci vengono dati aggiornamenti e non siamo presi in considerazione per le future decisioni.

Siamo molto preoccupati per i ragazzi che sono ancora tenuti fuori dalla palestra che ricordiamo essere un luogo curato, pulito e dove vengono fatti rispettare rigidi protocolli sanitari per impedire il contagio. Siamo preoccupati perché l’isolamento prolungato potrebbe ripercuotersi sulla volontà dei ragazzi di riprendere dopo troppi mesi di completa inattività poiché sfiduciati e privi di motivazioni.