COVID-19 VS PALLACANESTRO SANGIORGIO DI PIANO

Facciamo il punto della situazione su quello che è successo dai primi di marzo 2020 ad oggi.

Parliamo di Covid-19 e sport, nello specifico di Covid-19 e [PSG_txt]. Non è proprio una sfida, come suggerito dal titolo. Non è una sfida perché non siamo due squadre che giocano alla pari con le stesse regole: da una parte un virus dall’altra parte una collettività formata da giocatori (dai più piccoli ai più grandi), dai loro genitori ed amici, dai loro allenatori ed istruttori minibasket; tutti tenuti insieme da una visione di sport.

Prima di marzo gli entusiasmi sportivi di tutti noi erano condivisi in palestra, con una spensierata disattenzione a quello che stava accadendo dall’altra parte del mondo, ma poi ci accorgiamo che l’altra parte del mondo ci ha raggiunto. All’improvviso le normalità si sono bruscamente interrotte: richiudendo molti di noi in casa privandoci della scuola o del posto di lavoro. Per tutti però, indistintamente, è stata negata la palestra che nel tempo era diventato un luogo magico in cui si giocava, si facevano incredibili esperienze di socialità educativa e ludica, in cui si scopriva che col compagno, a fianco, si potevano ottenere più risultati che da soli. I genitori si intrattenevano a fare due chiacchere con altri genitori, conoscendo il proprio figlio sotto inediti punti di vista e vedendolo crescere in contesti extra famigliari nel tentativo di affrontare quotidiane nuove sfide.

Ci siamo poi trovati chiusi in casa, ma casa non è come la palestra: è tutto completamente diverso. La palla da basket che rimbalza in casa è fastidiosa mentre in palestra, nel suo contesto, ha un suono meraviglioso accompagnato da quell’odore acre che molti trovano fastidioso ma per noi è famigliare e ci fa sentire a casa. Il canestro in casa è molto piccolo e difficile da posizionare, mentre in palestra è quello giusto all’altezza necessaria, in casa non c’è un compagno a cui passare la palla, mentre in palestra il passaggio è forse un assist.

Ricreare luoghi magici come le palestre in cui giocare e passare parte della propria vita hanno purtroppo costi e richiede di risorse. Le attività dilettantistiche sportive non generano utili o dividendi: cioè non ci sono guadagni. [PSG_txt] cerca di tenere i costi a carico delle famiglie (attraverso le quote di partecipazione), le più basse possibili, ma cercando di mantenere sempre alta la qualità dell’attività e dell’organizzazione.

Talmente sono basse che nella stagione sportiva 2019/20 i genitori hanno contribuito al 53,5% dei costi complessivamente sostenenuti per l’attività dalla [PSG_txt]. Questi sono i numeri che mediamente abbiamo avuto anche negli scorsi anni e non sono molto differenti da quelli previsti per la stagione sportiva 2020/21.

Ma la differenza come viene sostenuta? Questa dovrebbe essere la vera domanda importante che chiunque dovrebbe farsi.

Come possiamo fare affinché i nostri ragazzi possano continuare a fare sport senza dover mediamente raddoppiare la quota di iscrizione?

Vogliamo essere ancora più espliciti? In assenza di budget extra quote i costi sarebbero completamente a carico delle famiglie e per l’attività giovanile: quindi le quote sarebbero state di 702€ della squadra esordienti fino arrivare ai 1.128€ della squadra Under più grande. Questi sono costi a carico delle singole famiglie che non potrebbero permettere tutti, mentre vogliamo che lo sport sia accessibile a tutti.

La [PSG_txt], come gli altri anni, aveva previsto di ricavare il budget necessario extra quote (il 46.5%), attraverso iniziative commerciali tipo:

  • sponsorizzazioni e pubblicità;
  • eventi di autofinanziamento attraverso i tornei organizzati;
  • vendita di materiale merchandising.
  • Gli sponsor non sono mai tanti, anche per colpa di una politica sportiva Italiana assolutamente scarsa che non valorizza lo sport e non ne comprende l’importanza. Le attività che negli anni hanno voluto/potuto sostenere il nostro impegno sportivo-sociale sono l’anello determinante di questo sistema e non smetteremo mai di ringraziarli. Trovare nuove realtà che ci aiutino non è semplice e di questi tempi sempre più difficile.
  • Il capitolo merchandising è un altro capitolo che potrebbe essere sempre di sostegno negli anni: si tratta di materiale (per lo più t-shirt e felpe) di qualità e caratterizzato con i nostri loghi che i genitori possono acquistare per accrescere lo spirito di appartenenza ed allo stesso tempo aiutare a costituire il budget societario.
  • L’autofinanziamento da tornei organizzati è stato il vero assente nel budget della stagione 2019/20: diverse migliaia di euro che sono venuti a mancare. L’impossibilità di disporre di questa parte di budget ha creato molte difficoltà alla [PSG_txt] perché nel pieno periodo di lockdown sarebbero stati organizzati i consueti tornei: Torneo Minibasket e Torneo del Corso dei Fiori.

Nella stagione sportiva 2019/20, mentre alcune risorse previste entravano regolarmente, quote e gran parte degli sponsor (che hanno fatto fronte agli impegni presi, nonostante le enormi difficoltà), i tornei saltati sono stati il grande problema o il “buco nel bilancio”, come dicono i bravi economisti.

A fronte di un budget incompleto, molti dei costi per l’attività svolta dovevano essere comunque pagati, rappresentati anche da costi fissi (cioè indipendenti dai mesi di attività svolti).

Vogliamo entrare nel dettaglio dei costi da sostenere:

  • Federazione (affiliazione societaria, tesseramento atleti, tesseramenti allenatori, tasse gara);
  • Abbigliamento (materiale di rappresentanza, divise di gioco);
  • Affitti palestre;
  • Rimborsi Allenatori e Istruttori;
  • Gestionale vario:
    1. Materiale tecnico nuovo o in ammortamento;
    2. Assicurazione (RC societaria e del pulmino);
    3. Mantenimento della sede (affitto, utenze e cancelleria);
    4. Sito internet;
    5. Commercialista;
    6. Banca;
    7. Tasse e iva per l’attività commerciale;

Durante il periodo di inattività gli istruttori hanno comunque ricevuto parte del compenso pattuito: per rispetto nei loro riguardi (anche come riconoscenza della disponibilità a passare i loro pomeriggi coi ragazzi) e perché comunque hanno svolto con impegno e passione: si sono mantenuti impegnati in chat coi ragazzi chiusi in casa per portarli via dalla routine e dall’isolamento (almeno virtualmente), oltre alle riunioni societarie per pensare e strutturare il dopo lockdown. Quando è stato possibile fare nuovamente attività a giugno, se eravamo pronti a riprendere l’attività è perché qualcuno ha lavorato per organizzare tutto. Nel tentativo di recuperare un pò di tempo perso nell’inattività del lockdown, abbiamo allungato le attività oltre i classici periodi di chiusura, che ha comportato ulteriori costi di sanificazione oltre a quelli già previsti. Ritenevamo giusto farlo per il bene dei ragazzi e che altre società non hanno certamente affrontato restando chiusi fino a settembre.

Ecco perché il risparmio reale è stato davvero piccolo a fronte di migliaia di euro persi tra mancate entrate di alcuni sponsor e tornei.

In tutto questo abbiamo comunque trovato la forza e l’entusiasmo di andare avanti per quello che amiamo fare coi ragazzi e che riteniamo giusto fare quotidianamente per tenere viva la [PSG_txt], pur dovendo, tutti quanti noi, fare a meno di parte dei rimborsi che poi servono per mantenere noi stessi e le nostre famiglie.

Siamo riusciti a dare la possibilità a tutti di riprendere le attività a settembre ma con enormi sforzi, abbiamo bisogno che tutti diano il loro contributo per affrontare al meglio l’anno certamente non facile che ci aspetterà e tenere vivo quello che con anni di fatiche siamo riusciti a creare.