Da un’intervista fatta a Stefano Pillastrini abbiamo estratto questa parte che parla dei giovani di oggi che frequentano le palestre. Il nuovo identikit del praticante della lunetta non è dei più esaltanti, ma è in linea con quello che vediamo quotidianamente.

Aggiungiamo noi le conseguenze di quanto asserito da coach Pilla. I ragazzi abituati a stare con i pc e i telefonini non hanno la giusta dose di imprevedibilità relazionale che sono alla base dei confronti normali del mondo reale: ovviamente famiglia, squadra, scuola e poi lavoro. Non imparano le normali dinamiche di confronto tra coetanei e con quelli più grandi. Di fatto vedo sempre meno ragazzi che pur divertendosi, sanno sorridere, figuriamoci esprimere al di fuori tutte le altre possibili sensazioni che normalmente attraversano gli animi dei giocatori. Altra cosa che riteniamo incredibile è l’incapacità dei giovani ad accettare il confronto con l’adulto che deve correggerlo…viene vissuto come momento di frustrazione negativa e non come dovrebbe essere, cioè di crescita attraverso un errore fatto e conseguente correzione. Il pc o il cellulare non gli dice mai che sbaglia!!!